Carnevale Offida

Nel corso del venerdì grasso si svolge la storica manifestazione de Lu bov fint, che consiste in una farsesca caccia ad un bue finto (in passato era vero). Le storie locali fanno risalire il singolare evento alla rievocazione delle corride introdotte dagli spagnoli in occasione delle loro dominazioni in Italia e comunque all’antica usanza di allietare le mense dei poveri, nei giorni di carnevale, mettendo a loro disposizione la carne di un bue precedentemente “cacciato”. Lu bov non combatte contro un singolo individuo, ma contro la folla. Per poter correre accanto al bove finto occorre indossare una veste bianca detta “guazzarò”, un capo di tela che si indossava durante il lavoro nei campi. All’imbrunire lu bov viene simbolicamente ucciso facendo toccare le corna sulla colonna del municipio, dove ancora si trova il gancio a cui veniva legato in passato il vero bue.
Il carnevale si conclude poi al calar della sera del martedì grasso con la sfilata dei Vlurd. Centinaia di uomini e donne con lunghi fasci di canne accesi sulle spalle sfilano in un percorso “obbligato” nel paese. La strana sfilata richiama una sorta di strisciante serpente fiammeggiante(il nome del paese deriva dal greco Ophis, serpente), che termina il suo viaggio nella piazza principale, a formare un grosso falò attorno al quale, assopitesi le fiamme, continua la festa con balli, girotondi e salti sui carboni ardenti.
 Probabilmente il rito del gran falò nasceva dall’idea di “bruciare” il carnevale, in modo da emendare tutte le baldorie, gli scherzi ed i peccati commessi. Naturalmente il carnevale stesso termina con lo spegnimento del falò, verso le ore 21:00, e quindi non prevede il classico veglione in maschera del martedì sera.